Era la rimessa dei carretti municipali per la spazzatura e risaliva, decennio più decennio meno, al rinascimento! Poi negli anni sessanta del secolo scorso ebbe la ventura di imbattersi in un manipolo di ragazzetti, che si misero alacri a ripulirla/scrostarla/restaurarla… insomma, a renderla presentabile (e io non stavo lì solo per dirigere il traffico…). La suggestiva struttura che ne scaturì sopravvisse, chissà come, a innumerevoli gestioni. 

Ai nove Tarocchi.

Questo era il nome e ci fu chi legittimamente ipotizzava che il decimo tarocco fosse nient’altro che… “il madone guasto”! Molte belle serate e molte notti trascorsero i fortunati amici in quegli anni, sotto le fronde odorose dei tigli e intorno alla panchina del viale, che sprofondava un poco alla volta sotto il carico delle risa (e delle panzane) ascoltate suo malgrado! Ora si fa avanti Cristiano: siano a lui propizi i fati, acché si mostri all’altezza della storica memoria.